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domenica 25 dicembre 2016

step24: "La nuvola del colore"

Ecco la "cloud" dei termini che costituiscono l'insieme delle parole attinenti al marrone, lemmi che ne enfatizzano le varie sfumature e caratteristiche.







L'oggetto che secondo me meglio reiifica il colore in esame è un albero che durante la stagione autunnale va perdendo il fogliame. Tale mia considerazione sorge dal fatto che le sue foglie richiamano tantissime delle tonalità del marrone, dalle più chiare alle più scure, e il suo tronco invece richiama la natura selvaggia del marrone, essendo questo legato questa alla fertile terra, generatrice di vita. Ma tale oggetto è anche simbolo dell'Autunno, stagione i cui paesaggi sono dominati dal marrone e dalle sue sfumature.







giovedì 22 dicembre 2016

step23: Marrone selvaggio

 Il "pensiero selvaggio", seguendo la filosofia di Claude Levi Strauss, è una modalità del pensare umano, comune a tutti gli uomini di tutte le culture, che caratterizza alcuni settori della nostra società e, soprattutto, le culture non occidentali. Si tratta di una forma logica di pensiero che, piuttosto che agire per astrazione, classificazione e sublimazione di qualità, o per gerarchizzazione logica di classi ideali, opera, partendo da una particolare attenzione alle qualità sensibili del reale considerate nella loro capacità di fungere da segni, per produrre una continua rete di simboli e di significati. In questa ottica i fenomeni di identificazione tra animali (o altri esseri e fenomeni naturali) e individui e/o gruppi, noti come totemismo, divengono particolari espressioni di questa esigenza concreta e classificatoria, logica e simbolica, del "pensiero selvaggio".






La dimensione primitiva del marrone è sicuramente legata alla natura selvaggia, ovvero alla terra e ai fusti legnosi degli alberi che traggono nutrimento da questa.  

Nella mitologia celtica la materialità del marrone, associato al legno delle foreste celtiche, è evidente nella rappresentazione di Cernunnos, lo spirito divinizzato degli animali maschi cornuti, specialmente dei cervi: un dio degli animali e della natura selvaggia. 
Nella rappresentazione dell'entità il marrone compare nelle sue tinte più vigorose e legnose, a simboleggiare la natura selvaggia della dimensione primitiva a cui è associato il colore.







Un animale totem legato al marrone è sicuramente l'orso, che simboleggia il legame tra cielo e terra. Esso incarna sia qualità positive come la gentilezza, il coraggio e la forza, che qualità negative come la l'aggressività, la cattiveria e la cupidigia. Nelle tradizioni dei Nativi Americani l’Orso indicava l’agire di una forza soprannaturale, la meditazione e la comprensione misteri dei cicli legati alla vita e del tempo; in Cina è indice di forza, coraggio, virilità e autorità; in Giappone esso è simbolo di forza, eroismo, affabilità e pazienza; alcuni popoli come i Greci e gli antichi popoli germanici associavano l'Orso alle proprie divinità o rappresentavano quest’ultime con sembianze dello stesso. Alcuni sciamani utilizzavano le pelli di Orso per entrare in contatto con gli spiriti maligni. Per i Celti la sua concezione è legata alla Luna, assumendo un significato femminile, quindi è relazionato con la gravidanza, la maternità e la protezione della prole (o della famiglia in genere). 







Per concludere, ecco un'immagine del "pensiero selvaggio" di uno dei più grandi motori di ricerca, nonché pseudo-entità logica ormai, ovvero Google! 







Questo sono le prime immagini, le prime idee, che affiorano in "mente" al sito più visitato al mondo una volta cercata la parola marrone selvaggio.



Per saperne di più:
http://www.mitiemisteri.it/esoterismo/animali/orso.html

http://www.treccani.it/enciclopedia/claude-levi-strauss/


step22: il colore in architettura

Il marrone è spesso presente in architettura, in particolare in quelle in legno per via del suo caratteristico colore. Ciò è ben evidente ad esempio nel padiglione della Polonia ad Expo Milano 2015. 




La visita del Padiglione della Polonia iniziava ancora prima di entrare, grazie ai chioschi di legno vicino al Decumano, dove i visitatori potevano degustare succhi di frutta freschi o dolci tipici. La struttura a forma rettangolare è ricoperta da cassette in legno usate per il trasporto delle mele, frutto simbolo del Paese, essendo la Polonia primo produttore europeo e il terzo a livello mondiale. La statua del “Grande Toscano” di Igor Mitoraj, grande scultore polacco vissuto a lungo in Italia, introduceva il visitatore all’ingresso.





Salendo al primo piano i visitatori vengono accolti, sulle note del valzer di Wojciech Kilar, nel “Giardino Magico”, un luogo dove la vegetazione naturale cresce accanto agli alberi di mele. Circondato da muri di specchi, il sentiero si addentra tra varie erbe naturali e una statua di Igor Mitoraj. Il riflesso degli alberi di mele negli specchi crea l’illusione di uno spazio vasto e infinito. La Polonia voleva esaltare la sua forza come produttore di frutta e la varietà della sua offerta regionale; per questo, le 16 regioni del Paese si alternavano nel Padiglione. Clicca qui per saperne di più.







Per quanto riguarda invece un trattato di architettura in cui compare il marrone, o in qualche modo viene messo in gioco, è sicuramente il programma dell'architettura organica redatto da Wright per le prairie houses, che sembra plasmare la struttura della costruzione armonizzandola con l'uomo e l'intorno ambientale. Ecco i punti più importanti di questo progetto organico:
  • ridurre al minimo le partizioni, l'aria e la luce devono permeare l'insieme realizzando un'unità architettonica;
  • creare un'armonia dell'edificio con l'ambiente esterno accentuando l'aggetto delle superfici orizzontali della casa;
  • rendere l'abitazione più libera, umana ed abitabile eliminando la concezione delle stanze come luogo chiuso;
  • dare proporzioni logiche ed umane alle aperture interne ed esterne rendendole naturalmente ricorrenti in tutta la struttura dell'edificio;
  • evitare le combinazioni di diversi materiali, usando per quanto possibile un unico materiale la cui natura deve legarsi all'edificio divenendo espressione della sua funzione;
  • incorporare organicamente gli impianti come elementi interreagenti nella struttura dell'edificio;
  • far divenire l'arredamento parte integrante dell'edificio come architettura organica col tutto.


Sicuramente il secondo e il quinto punto hanno a che fare con il marrone, essendo questo, come detto prima, legato a un materiale che viene spesso utilizzato nell'architettura organica essendo solitamente in armonia con l'ambiente circostante, ovvero il legno. Ad esempio, è il caso della casa sulla cascata di Wright, in cui i principali materiali utilizzati per la costruzione sono il legno e la pietra.










martedì 29 novembre 2016

step19: Anatomia del marrone

Per anatomia (vocabolo che deriva dalla parola greca ανατομή, anatomè = dissezione", composto da ανά, anà = "attraverso", e τέμνω, tèmno = "tagliare") s'intende l'analisi profonda, il taglio netto sulla superficie di un oggetto o concetto, per scoprire cosa si nasconde all'interno di questo, quali sono i significati e messaggi più profondi e intimi che si celano dietro una semplice parola, immagine o idea.


 La sezione di un geode mostra un agata blu con al centro dei cristalli di ametista


Nel caso del marrone, ad esempio, la prima immagine che affiora in mente è quella della corteccia di un vecchio albero e, conseguentemente, tutto il paesaggio che la attornia, una foresta selvaggia. Mi richiama quindi un ambiente privo di regole e convezioni, un luogo in cui si può essere liberi e svincolati da qualsivoglia dogma sociale, un po' come la foresta del Congo che dovette affrontare Marlow nel romanzo 'Heart of Darkness' di J. Conrad.




Ma è in questo viaggio immaginario nella foresta selvaggia che un altro suo elemento marrone cattura la mia attenzione, un elemento tipico dei suoi luoghi più umidi e più oscuri come le paludi o le sabbie mobili, ovvero il fango. Fango che mi evoca alla mente una condizione di sporcizia, colpa, prigionia, totalmente opposta a quella di vivida libertà sotto i fogliami degli alberi pluviali.




Immediata è l'associazione del fango alla terra, terra da cui ha origine unendo quest'ultima a della torbida acqua. Una terra che fa quasi paura, che mi evoca un sentimento di angoscia, una terra fredda, brulla, emblema della fine, terra in cui ogni umano è destinato un giorno unirsi. 




Unirsi tuttavia non per rimanervi custodito tale, ovvero polvere, cenere, ma per poter fornir nutrimento e materia prima a nuove piante e nuovi organismi, da cui ricomincerà quindi il  ciclo della vita, ed è quindi istantaneamente che mi si balena alla mente l'immagine di una terra di un bruno luminoso, vivido, sulla quale battono i raggi di un caldo sole del Sud, immagine che per un attimo mi fa sentire a casa. 
I sentimenti che adesso pervadono il mio animo sono di tranquillità, sicurezza, appartenenza alla mia Terra, affetto. E in silenzio continuo a contemplare tutto ciò.





Il viaggio mentale per poter compiere un'anatomia di questo fantastico colore è stato un ottovolante, con ripidi alti e bassi, passando da sensazioni di sregolata libertà, vividezza d'esistenza, a sentimenti di angoscia, paura, terrore per poi concludersi con sensazioni di felicità, serenità e tranquillità. 

lunedì 24 ottobre 2016

step8: La saggezza popolare

Inizialmente il sapere si fondava su su consuetudini, credenze, superstizioni, tradizioni che non possono essere completamente sminuite perché non scientifiche o fondate sulla ragione. Tracce di tali conoscenze sono molto frequenti nella nostra cultura odierna.

Il marrone nei proverbi è legato soprattutto all'ambito rurale e agricolo. In montagna in particolare a uno dei frutti caratteristici del luogo, le castagne, che un tempo rappresentavano la sopravvivenza per molte popolazioni montane .
E' nata così, secolo dopo secolo, una vera e propria "cultura della castagna" già dalla lavorazione e preparazione dei terreni e attorno a questi lavori è a lungo ruotata la vita delle varie comunità. 


Ecco alcuni proverbi a riguardo:
  • "Quando il vin non è più mosto, il marron è buono arrosto"
  • Detto che sta ad indicare che un volta finito settembre, e quindi la vendemmia, è prossimo il tempo delle castagne
  • "Quanti necci e farina e polente , e castagnaccio, se ne fan certe pappate da pigliare il calcinaccio…"
  • Ad indicare che quando si mischiano o uniscono troppe cose sconnesse e diverse fra loro spesso non si combina altro che un guaio
  • “Gli è avanzato men di una castagna”
  • Detto che enfatizza il poco che si può ottenere dopo azioni atti a realizzare determinati scopi o progetti, nonostante la forza di volontà e gli sforzi
  • "Per Santa Maria, il marrone fa la cria"
  • Per indicare che passato ferragosto, festa dedicata al Madonna, le castagne cominciano a prendere consistenza




Altri detti riguardanti il marrone sono:

  • "Blu e marrone fa cafone"
    Significa che chi si veste abbinando i colori blu e marrone sceglie un abbinamento sbagliato, ergo può essere reputato un cafone
  • "Il bruno il bel non toglie, anzi accresce le voglie."
    Ad enfatizzare l'esoticità del marrone
  • "Né pianto né bruno non suffraga nessuno."
  • "Per ogni civetta che si senta cantare sul tetto, non sogna metter bruno."

Il colore marrone è entrato nella cultura popolare, oltre che attraverso i proverbi e i detti, anche attraverso superstizioni e la scaramanzia. 
Per la scelta del colore del vestito da sposa, ci sono superstizioni popolari che indicano quali sono quelli fortunati e quelli da evitare, il marrone predice che gli sposi andranno a vivere lontano o in campagna.



Numerosi animali dalle tinte brune e castane sono legate a riti scaramantici e usanze popolari, come la grossa falena, avente una colorazione scura brunastra, è facilmente riconoscibile per una macchia chiara, che vagamente ricorda la figura di un teschio, presente sul lato superiore del suo torace, inoltre possiede una caratteristica molto insolita per questo genere di insetti: quando disturbata o irritata emette un suono stridulo ben udibile dall'orecchio umano prodotto espellendo aria dalla sua spirotromba. A causa di queste due peculiarità già al tempo dei romani a questa farfalla venne associata la credenza superstiziosa di portatrice di morte.





O anche la Bertuccia, unica colonia di scimmie europee in libertà che vive sulla Rocca di Gibilterra. Secondo una antica superstizione quando non ci saranno più scimmie a Gibilterra, cesserà il dominio inglese su questo promontorio meridionale della penisola iberica. Nel corso della seconda guerra mondiale la popolazione di scimmie si era ridotta nel 1942 a soli 7 individui, e Winston Churchill per evitare ripercussioni negative sul morale della popolazione, in caso di scomparsa della colonia ne ordinò rinfoltimento tramite l'importazione di scimmie dal Marocco e dall'Algeria indicando che la popolazione della colonia non dovesse mai scendere al disotto di 24 esemplari ed un ufficiale inglese ricevette la responsabilità di occuparsi del benessere della colonia.