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lunedì 12 dicembre 2016

step21: I protagonisti del marrone

Come il titolo può lasciare intendere, di seguito alcuni personaggi, storici e del passato, il cui nome è in qualche modo legato al marrone.

John Pemberton, forse nome non familiare ad alcuni, è un personaggio che ha reso internazionale e famosa una bevanda di colore marrone-bruno, ovvero la Coca Cola!
Tinta che deriva dalla presenza del caramello in essa, e la cui bottiglia è ormai diventata una vero e propria icona. A proposito, eccone riportata la storia.







Il marrone subito fa venire in mente un dolce in particolare, ovvero il cioccolato, prelibatezza che tuttavia non sempre è stato così nella forma in cui lo conosciamo oggi, ovvero in tavoletta. Infatti la creazione di questo nuovo modo di produrre il cioccolato si deve a François-Louis Cailler, imprenditore svizzero nato a Vevey nel 1796, eccone riportata la biografia.






Un altro personaggio legato al marrone nei tempi recenti è Gregg Homer, fondatore dello Stroma Medical Center. Tuttavia tale relazione non è del tutto positiva, è infatti un ricercatore che ha ideato un possibile metodo per poter fare diventare azzurri gli occhi di colore marrone, rimuovendone ogni traccia dall'iride. La tecnica consiste in un intervento effettuato con un laser atta a rimuovere un pigmento presente nell'occhio causa del relativo colore. 
Gli occhi azzurri sono infatti dovuti a scarsità di melanina, pigmento la cui quantità determina la tonalità dei nostri colori, da quello della pelle, a quello di capelli e occhi. Le melanine in generale sono un gruppo di molecole organiche coloranti con la caratteristica comune di assorbire la luce nello spettro del visibile, da cui le proprietà coloranti. Per sapere nel dettaglio come avviene l'intervento e la distruzione ecco il link di un articolo dedicato a ciò, è incredibile la cifra che hanno spesso i primi 12 clienti in Messico per sottoporsi al nuovo intervento rivoluzionario.






domenica 13 novembre 2016

step14: Chimica

La chimica ha un ruolo fondamentale per quanto concerne il colore, in quanto grazie ad essa è possibile sintetizzare nuovi coloranti e pigmenti che non sono reperibili in natura.
La sostanziale differenza tra pigmenti e coloranti è che i primi non sono in grado di sciogliersi nei comuni solventi (come l'acqua) e nemmeno nella superficie da colorare, motivo per cui nel caso dei pigmenti si parla di "dispersione".




Di seguito alcuni pigmenti organici e non utilizzati per ottenere tinte brune:

  • Biossido di manganese  (Formula chimica: MnO2)
    Questo pigmento venne inventato nella metà del secolo scorso, si presenta come una polvere dall'aspetto impalpabile . il biossido di manganese viene ottenuto mediante la precipitazione da una soluzione di solfato di manganese con soda caustica. Il pigmento può essere sia di origine naturale che sintetica, nel primo caso viene chiamato pirolusite. 







  • Terra di Siena bruciata (Formula chimica: Fe2O3 * nH2O+60%Al2O3+1%Mn2O3)
    Conosciuto fin dall’epoca preistorica, questo pigmento è un composto di ossidi di ferro, silicati argillosi e impurità varie, si ottiene calcinando terra di Siena naturale. Ha un ottimo potere coprente e si può utilizzare con tutte le tecniche : affresco, tempera, encausto, olio e acquerello.



  • Stercobilina (formula bruta è C33H46N4O6)La stercobilina è un pigmento marrone responsabile del colore delle feciPer via della sua struttura molecolare la stercobilina rientra nella classe dei tetrapirroli


    .





  • Bruno di Marte (Formula chimica: Fe2 O3 )
    Utilizzato dall’inizio del secolo scorso questo pigmento è un ossido di ferro precipitato che si ottiene mediante la calcinazione del giallo di Marte. Ha un ottimo potere coprente e si può impiegare nelle tecniche ad affresco, tempera ed olio.











vedi anche: 

lunedì 24 ottobre 2016

step6: il marrone nella scienza

Numerose cose e elementi delle varie discipline scientifiche sono legati al colore marrone.

In fisica, ad esempio, si parla di rumore marrone, detto anche rumore browniano, per indicare il rumore prodotto dal moto randomico di una particella. All'udito si presenta ovattato a differenza del rumore bianco e di quello rosa: il suono basso somiglia a quello di una cascata o della pioggia battente. Uno spettro diametralmente opposto al rumore marrone è quello del rumore viola che aumenta di 6 dB per ottava.






Un ramo della psicologia  si occupa dei colori e dell'effetto che hanno questi nella psiche umana. Inoltre, scopo della cromoterapia è anche quello di indagare sulla personalità di un individuo in base ai suoi gusti cromatici. Il marrone è associato a un costante bisogno di sentirsi bene con il proprio fisico ed è alla continua ricerca di armonia. Generalmente, chi predilige il Marrone, è una persona positiva e soddisfatta della vita che conduce. 





In biologia nuovo teorie, confermate da più studi, indicano un legame fondamentale tra stato di salute delle cellule e colore. E' il caso della teoria dei biofotoni, insegnata dal fisico Popp, sulle tracce di un'intuizione ardita del russo Gurwitsch (1922), offre la credibile interpretazione del fatto che l’evento biologico primario alla base della vita e anche delle alterazioni che portano alla malattia, sia un evento fisico di natura informazionale e quindi elettromagnetica. 
Il termine "biofotoni" indica l'emissione di energia da parte dei tessuti viventi: ogni cellula emette segnali specifici, caratteristici di quella individuale e del tessuto di cui fa parte, proprio come un uomo possiede una voce particolare, con un accento e una lingua particolare. 
Tuttavia il legame tra lunghezza d'onda emessa, e quindi colore emesso, e messaggio associato sono ancora oggetto di studio.





In ottica il marrone è classificato un colore terziario. Il marrone è composto dalla miscela dei tre colori primari (giallo, rosso, blu) in quantità variabili a seconda della tonalità che si vuole dare al colore.
E' interessante come la composizione spettrale di un arancione e di un marrone possa benissimo essere la stessa, ed entrambi questi colori possono avere sia uno spettro monocromatico, sia con più di una componente. In entrambi i casi, se diminuiamo la sola intensità della o delle componenti (non variando quindi né la saturazione, né la tinta), l'arancione diventa marrone.